Sull’aneurisma dell’arteria splenica i rischi principali derivano dal suo carattere silente: si tratta di una dilatazione anomala dell’arteria che porta sangue alla milza (detta anche arteria lienale), una condizione che rappresenta circa il 60% di tutti gli aneurismi viscerali addominali. A differenza della dilatazione aortica (più comune negli uomini), questa complicanza colpisce prevalentemente le donne, con un rapporto di 4 a 1 rispetto al sesso maschile.
Poiché decorre in modo del tutto asintomatico nel 90% dei casi, viene quasi sempre scoperto casualmente durante un’ecografia addominale o una TAC eseguita per altri motivi. Per una diagnosi differenziale di secondo livello e per valutare lo stato dei vasi viscerali, puoi prenotare un consulto specialistico con il Dott. Matteo Bossi presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, in via Olgettina 60.
Quali sono i principali rischi associati a un aneurisma dell’arteria splenica?
Finché la sacca aneurismatica rimane di piccole dimensioni (sotto i 2 centimetri), l’arteria tende a rimanere stabile. Uno dei principali rischi di aneurisma dell’arteria splenica sorge quando il diametro supera questa soglia critica o quando la parete arteriosa si indebolisce per fattori ormonali o emodinamici: in questi casi, la parete cede provocando una rottura spontanea con emorragia interna massiva e shock ipovolemico.
La patogenesi è legata principalmente all’aterosclerosi, all’ipertensione portale (spesso associata a patologie epatiche) e alla displasia fibromuscolare. Se vivi in Veneto e ti è stato riscontrato casualmente un rigonfiamento o un soffio vascolare nell’addome superiore sinistro, il Dott. Matteo Bossi ti aspetta negli ambulatori del Poliambulatorio San Raffaele di Verona, in via S. Monte 2 a Illasi.
Aneurisma dell’arteria splenica: i rischi di rottura in gravidanza
Esiste una condizione in cui questa patologia diventa un’urgenza medica assoluta: la gravidanza e la pluriparietà. Durante la gestazione, l’aumento del flusso sanguigno addominale, l’ipertensione portale fisiologica e l’azione degli ormoni (come il progesterone) rilassano e sfiancano la componente elastica delle pareti arteriose.
Oltre il 20-45% delle rotture di aneurisma splenico avviene proprio durante il terzo trimestre di gravidanza o nel post-partum immediato, con tassi di mortalità materna e fetale drammaticamente elevati. Nelle donne in età fertile o nelle gestanti al secondo trimestre, le linee guida impongono un’indicazione al trattamento chirurgico molto più generosa e tempestiva per azzerare per tempo l’impatto di un aneurisma dell’arteria splenica e i rischi di rottura.
Quali tecnologie mediche vengono utilizzate per trattare un aneurisma dell’arteria splenica?
La diagnosi e la scelta della terapia dipendono dalla conformazione del vaso (fusiforme o sacciforme) e dalla sede dell’aneurisma (distante o vicino all’ilo della milza). L’esame d’elezione è l’Ecocolordoppler addominale, integrato dall’Angio-TC o dall’Angio-RM (quest’ultima preferita nelle donne giovani per evitare radiazioni).
Per quanto riguarda il trattamento, oggi la chirurgia vascolare offre due strade:
- Procedura endovascolare (Mininvasiva): Attraverso una piccola puntura arteriosa, si naviga fino alla milza per escludere l’aneurisma posizionando uno stent ricoperto o rilasciando micro-spirali (coiling). Permette di salvare l’organo senza bisturi.
- Chirurgia tradizionale o laparoscopica: Indicata quando gli aneurismi sono multipli o vicini alla milza. Se la riparazione del vaso non è anatomica, si procede alla legatura dell’arteria o alla splenectomia (asportazione della milza).
Se necessiti di indicazioni diagnostiche e desideri capire dove fare uno screening per l’aneurisma splenico a Milano, il Dott. Matteo Bossi riceve presso il Punto RAF di via Respighi 9 e al centro V Medical in via Padana Superiore a Vimodrone.
Migliori specialisti per aneurisma splenico in Italia
Trattare un aneurisma viscerale richiede una manualità micro-chirurgica e un’esperienza emodinamica fuori dal comune, data la grande tortuosità dell’arteria splenica.
Per i pazienti che risiedono nel Sud Italia e cercano un punto di riferimento ad alta specializzazione, il Dott. Matteo Bossi offre la sua consulenza clinica e chirurgica presso l’Ipazia Day Clinical Center a Caraffa di Catanzaro (via Bari 6) e al Diagnosis Service di Cosenza (via Fiore 3).
Il Dottor Matteo Bossi è Dirigente medico presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e membro attivo della Società Europea di Chirurgia Vascolare. Con un’ampia casistica nel trattamento mininvasivo delle patologie vascolari complesse e numerose pubblicazioni internazionali, assicura a ogni paziente gli standard di cura più elevati.
Scopri tutti gli approfondimenti sulle patologie arteriose qui.
È uno sfiancamento patologico dell’arteria splenica (lienale). Di norma si pone indicazione all’intervento chirurgico o endovascolare quando l’aneurisma supera i 2 cm di diametro, se cresce rapidamente, se diventa sintomatico (dolore al fianco sinistro) o se si pianifica una gravidanza.
Le strutture sanitarie d’eccellenza dotate di reparti di Chirurgia Vascolare e Diagnostica per Immagini di alto livello, come l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, consentono di mappare l’aneurisma tramite Ecocolordoppler color-coded, Angio-TC o Risonanza Magnetica Angiografica (MRA).
È consigliabile rivolgersi a centri universitari o ospedalieri ad alta specializzazione vascolare. Il Dott. Matteo Bossi riceve a Milano (San Raffaele, Punto RAF, V Medical Vimodrone), Verona (Poliambulatorio San Raffaele) e in Calabria (Ipazia Catanzaro e Diagnosis Service Cosenza).
Non necessariamente. Oggi, grazie alle tecniche mininvasive endovascolari (stent ricoperti o embolizzazione con spirali), è spesso possibile escludere l’aneurisma preservando la funzionalità e la circolazione della milza. La splenectomia chirurgica si riserva solo a casi complessi o con aneurismi multipli all’ilo dell’organo.

